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Il mercato delle conserve ittiche nel 2026

L’AD di Unifrigo Gadus, Andrea Eminente, e il Presidente, Gianluca Eminente, con i funzionari di Regione Campania, che ha ospitato il nostro stand nei suoi spazi, insieme all’Assessora Fiorella Zabatta

L’AD di Unifrigo Gadus, Andrea Eminente, e il Presidente, Gianluca Eminente, con i funzionari di Regione Campania, che ha ospitato il nostro stand nei suoi spazi, insieme all’Assessora Fiorella Zabatta

Una sintesi sul mercato dopo il Seafood Expo di Barcellona

Ci si aspetta un aumento del costo del tonno? In Marocco e Perù come procede con la pesca delle acciughe? E invece stoccafisso e baccalà come vanno quest’anno? Ma soprattutto: cosa aspettarci da questo 2026 per il mercato delle conserve ittiche?

Da anni per noi di Unifrigo Gadus il Seafood Expo di Barcellona rappresenta un’occasione preziosissima di confronto e aggiornamento sul mercato ittico. È qui, infatti, che riusciamo a incontrare i nostri stakeholder, in particolare i fornitori che conoscono una parte fondamentale della nostra filiera e riconoscono i cambiamenti di mercato quando stanno per avvenire. In breve: è qui che riusciamo in parte a rispondere alle nostre domande di partenza.

In questi giorni di fiera a Barcellona abbiamo acquisito una conoscenza profonda sulle dinamiche di mercato che stiamo per affrontare e vogliamo arrivare preparati. Ecco alcuni spunti utili.

Il trend generale del mercato ittico nel 2026

Analizzando globalmente il mercato dei prodotti ittici – dunque non solo con la prospettiva domestica italiana – si nota una generale tenuta della domanda: i prezzi sono in aumento, le tensioni geopolitiche che attraversano il mondo bloccano gran parte degli investimenti, appesantendo una parte della produzione. Eppure, nonostante questo momento di difficoltà, la domanda di prodotti ittici in generale tiene, con piccole flessioni. Questo perché i prodotti del nostro mercato vengono ancora visti come irrinunciabili da parte dei consumatori.

I motivi stanno essenzialmente nei valori nutrizionali del pesce, che viene ancora scelto per motivi di salute ma anche perché percepito come più sostenibile rispetto alla produzione di altre proteine.

Proprio la percezione di affidabilità e sostenibilità del pesce pone un tema importante: produrre all’interno del mercato ittico è oggi è più oneroso che in passato. Come ha specificato il nostro AD Andrea Eminente parlando agli studenti dell’Università Federico II di Napoli:

La sostenibilità oggi è un beneficio che vogliamo tutti, lungo tutta la filiera, ma di cui vogliamo scaricare il costo e il peso sulle spalle di pochi. Questo, da imprenditore, cittadino e consumatore, non mi sta più bene. E non dovrebbe star bene nemmeno a voi che state per scegliere il vostro percorso professionale.

La richiesta da parte dei consumatori è, oggi, quella di trasparenza, regolazione, minor impatto ambientale, sociale ed economico. Ma gli investimenti in sostenibilità si abbattono sul costo della produzione appesantendo il lavoro lungo tutta la filiera e rendendo più difficile la gestione degli shock di mercato come quelli che stiamo vivendo in questo momento.

Questo, senza dubbio, è un tema particolarmente sentito: da una parte, ad esempio, il limite alle quote di pesca di alcune specie, come il merluzzo dal quale provengono Baccalà e Stoccafisso, rendono il lavoro più responsabile e sostenibile, preservando la specie; dall’altra, però, quello che rende il prodotto più sostenibile fa alzare il prezzo al consumatore finale che penserà due volte all’acquisto. 

La sostenibilità è fondamentale, ma non può essere un peso che grava solo su produttori e importatori.

Fluttuazioni dell’offerta

Altro tema fortemente dibattuto al Seafood Expo di Barcellona.

Diversi produttori parlano di offerta tendenzialmente stretta di alcune specie chiave in particolari aree del mondo. Di alcuni prodotti c’è mancanza sul mercato e questo rischia di dare il via a pratiche speculative. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questo momento di incertezza sul mercato.

Dobbiamo alleviare la pressione sulla materia prima. Come Unifrigo Gadus lavoriamo da anni per riuscire a evitare un ulteriore peso sulle specie trattate. E siamo riusciti a elaborare una strategia.

Ti interessano altre analisi come questa sul mercato delle conserve ittiche?
Il Centro Studi Unifrigo Gadus S.p.A. è a tua disposizione. Basta scrivere a marketing@unifrigo.it

In generale possiamo dire che il 2026 si apre con un mercato complesso e altamente selettivo, dove le leve fondamentali da considerare sono due:
1- programmazione degli acquisti
2- gestione prudente degli stock

Il consiglio di Unifrigo Gadus: anticipare le decisioni sulle materie prime più critiche e mantenere un canale di comunicazione costantemente aperto con gli step precedenti della filiera (importatore e fornitore). Questo contribuisce a ridurre i rischi di rotture di stock e improvvise tensioni di prezzo.

Scopri tutta l’offerta di Unifrigo Gadus sfogliando i cataloghi.

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